domingo, 15 de setembro de 2019

Tre atti



"Sono chiusi a chiave... il cuore, il sogno, il cervello." - ha detto allo specchio. E lo specchio ha risposto - "Non voglio più vederti." Ha pianto e si è fatto buio. Fine del primo atto. Intermezzo.

_ Ti è piaciuto?
_ Non lo so... Mancava qualcosa nei dialoghi. Parlavano troppo e non dicevano niente di originale. Che ne pensi?
_ Penso che niente sia originale nel mondo e che tutto sia stato detto prima che nascessero tutte le parole dentro di noi...
_ Non vado d'accordo, ci sono diverse forme di dire qualcosa, la forma potrebbe essere più originale... E perché parlare allo specchio invece di inserire un altro personaggio? Quello specchio mi annoia... Ci sarà lo specchio anche nel secondo atto?
_ Credo che un altro personaggio possa  non essere indispensabile in questo caso, perché vorresti un altro personaggio? Innanzitto lo specchio riflette la
_ Parla in tono basso! Non c'è bisogno di gridare.
_ Non ho niente da dire. Lascia stare. Parli sempre in tono alto, io no. Non stavo gridando. Lasciami. Me ne vado.
_ Ma è davvero una pazza... È volubile. Non voglio lasciarla. Voglio seguirla.

Fine del secondo atto. Intermezzo.

Dobbiamo informarvi che non ci sarà il terzo atto perché nessuno l'ha scritto ancora. Lasciamo a voi una canzone da ascoltare e pensare. È una bellissima canzone che non dice niente. Ascoltatela mentre i gatti miagolano, i miagolii sono parte della canzone. Buonanotte.

Liz Christine

sábado, 14 de setembro de 2019

Dicembre



Non è che non ti piaccia la solitudine ma bisogna che tu creda nelle virgolette. Non è che Lei non sappia scrivere - è che quelle favole Le sembrano impossibili da tradurre. E allora, cosa facciamo? Le parole sono bloccate. Il Natale scorso eravamo felici. Quest'anno c'è una depressione nell'aria. C'è il profumo del caffè. Sempre. Tutto il giorno, ogni momento. Siamo allegri, vorremmo più caffè. Siamo depressi, vorremmo più caffè. Non parleremo di politica. Parleremo della fata che si è fatta suora. Lasceremo questa voce-plurale. Tu, solamente tu, piace a te che io sia solamente una, ma sono tre - e anche più - ma non fregartene. Lo capirai tra cinque giorni. E lo capirò anch'io. Perché adesso non capisco niente. Isotta mia, Isotta mia (...).

Raccontami la tua storia, Isotta mia... Non hai voglia di raccontarmela? Non c'è problema. Anch'io non vorrei scrivere. Ma scrivo ancora. Perché?

Andiamo, andiamo. Ce ne andiamo.

Tra cinque giorni lo saprai. Il silenzio non finisce mai.

Ma è già finito. Ho sentito una canzone lontana.

La depressione sarebbe finita se Lei avesse creduto nelle virgolette (...).

Facciamo una pausa caffè.

Liz Christine

quinta-feira, 12 de setembro de 2019

La foresta della sylphide



Ci sono tante idee impossibili da scrivere. Perché non si ha voglia di dipingere la nuova realtà. La nuova realtà è lo stesso sogno che a volte cambia l'impossibilità di

Impossibilità da dire. Sempre. A volte. Raramente. Spesso. Di solito.

Non dire niente. Cambieremo argomento e lingua.

Desvie o olhar. Desvie sempre. Não diga nada. Não diga nunca. Desvie a direção. Desvie sempre. Tudo que já foi escrito. Desvie mais uma vez.

La spettatrice. L'attrice. La regista. Bastet. Pamina. Colette.

La regina Myrtha ritorna nei sogni di Colette (e Socrate l'ha sognata anche).

Ma non dicono niente e lo sguardo - lo sai - fugge. E tutte le parole fuggono ogni giorno e sera. E pomeriggio anche. Tutto il giorno si fa silenzio nella stanza. Attualmente. Ognuno si occupa di sé stesso. I giochi delle gatte - Cristina faceva la principessa e diceva "I long to escape my destiny"... Cristina è ancora la fidanzata di Bastet e le piace sapere che esisté una regina svedese e anche un film col suo nome...

"Sarebbe venuta volentieri" - lei ha detto -  "ma ha dovuto lavorare". "E che lavoro fa?" - hanno chiesto. E lei ha risposto: "È sognatrice e poetessa." E quindi hanno detto - "ma no!, questo non è un lavoro! Tutti sognano e chiunque può scrivere un poema, anche noi..." E lei ha sospirato due volte e li ha lasciati e poi ha telefonato alla sua amica.

La vita dei gatti. La vita degli umani. La danza classica. Le parole. La giornalista sembrava una ballerina e la ballerina sembrava un sogno e poi la cantante sembrava sincera e il gatto sembrava un re. Il regno delle parole. Le ombre. La foresta della sylphide.

Ghiacciata.

"Avrei risposto volentieri, anche se mi sembra dificile" - lei ha detto - "ma nessuno mi ha domandato e quindi sono rimasta in silenzio..."

E basta.

Liz Christine

terça-feira, 10 de setembro de 2019

Algumas palavras



“Le sembra un mestiere da pazzi, il nostro?”
(Sei personaggi in cerca dautore, Luigi Pirandello)

Pirandello fala demais. Não falo do autor das peças que eu e meu irmão Sócrates estamos lendo. Terminamos de ler sete peças de teatro de Pirandello e pretendemos ler as outras, queremos ler todas mas estamos lendo aos poucos porque Sócrates ainda está relendo "A correspondência de Pierre Abelard e Heloise" e eu também tenho outros livros para ler por enquanto. Estávamos falando no início de outro Pirandello, sim, o gato Pirandello que fala demais e não sabe o que diz... O irmão de Adina, Pamina e Liù. Pamina é muito mais próxima de nós que suas irmãs e seu irmão. Na verdade, eu e Sócrates quase nunca o encontramos. Pamina nos visita e nos escreve frequentemente. Hoje não quero escrever. "Così è (se vi pare)" é um dos títulos do autor Pirandello mas esta não é a minha favorita. Não, não é. Devemos ter nossa própria opinião sobre as coisas, mas o gato Pirandello repete às vezes o que escuta de outros sem parar para pensar se as palavras procedem. Compraram uma nova ração em lata para mim, uma ração italiana, Gemon High Premiun (Monge). Mas gosto quando compram salmão na crosta do restaurante japonês. Hoje não quero escrever, repito, mas Sócrates me pediu algumas poucas palavras. Não estou inspirada. Mi sono annoiata perché vorrei riposare mentre ascolto qualche canzone. Quindi me ne vado. É deplorável falar da vida alheia? Sim, claro. Uma última frase da autoria de Pirandello (o escritor, não o gato):

“Lo sa quanto male ci facciamo per questo maledetto bisogno di parlare. Finché dentro di noi c’è un’incertezza, si dovrebbe stare con le labbra cucite. Si parla; non sappiamo neanche noi quello che diciamo...”
(Ciascuno a suo modo, Luigi Pirandello)

                                              assinado por Colette

Liz Christine

domingo, 8 de setembro de 2019

Compiti da fare



Spirit of the irish. Original Dubliners. The rising of the moon. The wild rover. Alcuni canzoni, alcune parole, non ci sono parole, non ci sono dubbi, tre punti (...)

                                  ...,,;;(-:

La migliore cosa da fare è ascoltare musica o leggere o vedere un balletto o rivedere L'elisir d'amore per la terza volta?

Compiti da fare oggi: studiare il francese, sognare in italiano, rispondere a Pamina che mi ha scritto tre giorni fa, vedere un video della Royal Opera House insieme alle mie padrone, chiedere il mio cibo prima di dormire e poi dormire nella camera da letto delle mie padrone. Je suis libre. Faccio quello che voglio. Sono un gatto.

La vera vita è quella dei sogni - ma questa frase è di un film, non sono l'autore.

                Il lettore, la lettrice, gli spettatori, l'ètoile :-)

Un gatto (o gatta) è l'ètoile della casa o l'anima della casa. Ma ieri ho visto un beagle mentre guardavo gli umani dalla finestra. Era un bel cane. Lascia stare. Il beagle probabilmente abita vicino e non lo conosco. Non vi dirò quello che penso dei cani. Non ne dirò niente. I segreti delle ètoile della casa. Prima o poi scriverò qualcosa di più o non ne dirò niente. I testi astratti, astrazione, assentarsi, continuare - sognare è un compito interminabile, le parole ritornano all'inizio e ascolterò delle canzoni che mi piacciono. Spirit of the irish. Original Dubliners.

                    (...)

Liz Christine

Dia das Mães